Avvocato adozione Adozione e diritto del minore di crescere nella propria famiglia

Avvocato adozione e i diritti della persona nella famiglia

Ogni avvocato adozione conosce l’evoluzione dei diritti della persona nella famiglia.

Negli ultimi decenni, come noto, si è assistito a una sempre più estesa affermazione degli stessi.

Si tratta di quei diritti che la persona vanta nei confronti del proprio contesto familiare.

Questa evoluzione consegue alle rinnovate articolazioni dei rapporti familiari.

Tali rapporti riflettono i mutamenti sociali collegati allo sviluppo delle libertà fondamentali.

Avvocato adozione e tutela della famiglia

La famiglia si può considerare tutelata se si rispettano i diritti inviolabili dei suoi membri.

Gli interessi dei familiari devono, così, risultare effettivamente soddisfatti.

Appare, cioè, necessaria una complessiva armonizzazione delle prerogative di tutti i membri della famiglia.

D’altronde, non è possibile alcuna prevaricazione del diritto sulla famiglia.

Lo sa bene ogni esperto avvocato adozione.

La famiglia, infatti, è un sodalizio affettivo che si dà proprie regole.

Queste ultime sono attuate solo quando sussiste una effettiva solidarietà tra i membri della famiglia.

Avvocato adozione e nuovo atteggiarsi del diritto di famiglia

Sulla tutela della famiglia in sé prevale, ormai, la tutela del familiare quale persona.

Ne deriva una conseguenza nota a ogni avvocato adozione esperto.

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Più si tutela ciascun membro della famiglia, meno si garantisce la salvaguardia della famiglia.

I diritti fondamentali del singolo membro della famiglia prevalgono sull’unità della famiglia.

Hanno perso così la loro valenza le norme costituzionali a salvaguardia di tale unità.

Si fa riferimento, in particolare, all’art. 29 Cost.

La norma prevede che l’uguaglianza dei coniugi può subire dei limiti a garanzia dell’unità familiare.

Si tratta dei limiti che in passato giustificavano delle diversità di trattamento tra i membri della famiglia.

Tali limiti non sono più ammessi.

Anche l’art. 30 Cost. è, ormai, parzialmente disapplicato.

Non può attuarsi, infatti, la (ivi prevista) prevalenza dei membri della famiglia fondata sul matrimonio.

Avvocato adozione e preminenza dei diritti della persona

Un valore predominante, nel diritto di famiglia, è stato, di conseguenza, assunto, dall’art. 2 Cost.

La norma garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, come singolo e nelle formazioni sociali in cui si esprime.

Anche l’art. 3 Cost. viene spesso richiamato nella dottrina e nella giurisprudenza di settore.

Il rinvio ai principi sull’uguaglianza è ben conosciuto da ogni avvocato adozione.

Si intende, in tal modo, garantire alla persona il diritto di non subire discriminazioni.

Nella Costituzione, dunque, risultano ormai più valorizzate le norme di tutela della persona.

Simmetricamente, risultano superate le citate norme speciali sulla salvaguardia della famiglia.

Avvocato adozione ed evoluzione normativa sui diritti dei familiari

Diverse leggi hanno confermato la menzionata prevalenza della persona sulla famiglia.

Si noti, ad esempio, che è stato introdotto, con apposita legge, il divorzio.

Sono state parificate le prerogative giuridiche del marito e della moglie.

Come è ben noto a ogni avvocato adozione, lo stato di figlio è stato unificato.

Le convivenze di fatto hanno ricevuto formale riconoscimento.

Si è giunti, così, al diritto del singolo di scegliere se restare o meno all’interno della famiglia.

Avvocato adozione e diritti del minore nella famiglia

Quanto esposto riguarda le persone che godono di piena autonomia, come sa un avvocato adozione.

Precisamente, si è fatto riferimento a chi ha la capacità di determinare da sé le proprie scelte di vita.

Con riferimento ai minori, devono svolgersi osservazioni di carattere del tutto diverso.

Il rapporto tra il minore e la famiglia deve essere valutato, infatti, in altro modo.

La famiglia, infatti, è un imprescindibile punto di riferimento per il minore.

I suoi diritti si realizzano se gli viene garantita l’essenziale sfera affettiva familiare.

Avvocato adozione e la riforma in materia di diritto del minore alla propria famiglia

In circa dodici anni, le leggi hanno consolidato il diritto del minore a crescere nella propria famiglia.

La l. 28 marzo 2001 n. 149 ha riformato, in tale direzione, la l. 4 maggio 1983 n. 184.

Al riguardo, si segnala Cass. 22 novembre 2013 n. 26204.

Vi si legge che ormai ha carattere prioritario l’esigenza del minore di crescere nella famiglia di origine.

L’idoneità del genitore non deve quindi essere messa a confronto con le qualità della famiglia collocataria.

Serve un giudizio prognostico sulle capacità del genitore, secondo la Cassazione.

Si deve valutare se il genitore può fornire al minore assistenza materiale e morale.

Avvocato adozione e diritto del minore alla bigenitorialità

Si è poi avuta la riforma dell’affidamento del minore in caso di crisi della coppia genitoriale.

Le novità sono state introdotte dalla l. 8 febbraio 2006 n. 54, ben nota a ogni avvocato adozione.

Tale legge ha tutelato il rapporto tra minore e famiglia d’origine.

Ha dato assoluta priorità, in caso di separazione personale dei genitori, all’affidamento condiviso del figlio.

La legge ha disposto, inoltre, il mantenimento di significativi rapporti tra il minore e i parenti.

Avvocato adozione e unificazione dello stato di figlio

Successivamente, è intervenuta la riforma della filiazione, con l. 10 dicembre 2012 n. 219.

Essa ha unificato lo stato giuridico di figlio, come ben sa ogni esperto avvocato adozione.

Tale legge ha garantito la tutela dei diritti fondamentali del minore.

In particolare, ha tutelato il diritto di crescere nella propria famiglia.

La salvaguardia del minore è stata, poi, implementata col decreto che ha dato attuazione alla citata legge.

Si tratta del d.lgs. 28 dicembre 2013 n. 154.

A seguito della riforma, assumono peculiare rilevanza l’art. 315 cod. civ. e l’art. 315-bis cod. civ.

Il primo proclama un principio generale, ben noto a un avvocato adozione.

Si fa riferimento al principio per il quale tutti i figli hanno lo stesso stato giuridico.

Il secondo prevede il diritto di essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori.

Viene, al riguardo, fatto salvo il rispetto delle capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni del figlio.

Avvocato adozione e diritto del minore alla propria famiglia

La su menzionata riforma del 2001 ha proclamato il diritto del minore alla propria famiglia.

Ha modificato il titolo della legge, che era: Disciplina dell’adozione e dell’affidamento dei minori.

Esso è stato sostituito con: Diritto del minore ad una famiglia.

La riforma ha stravolto la precedente impostazione in materia di adozione.

Al centro degli obiettivi di tutela si colloca, ora, la persona del minore.

Il suo diritto alla propria famiglia prevale sull’interesse a ricevere un figlio in adozione.

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Lo sa bene ogni esperto avvocato adozione.

L’adozione risulta, così, l’extrema ratio, per i casi in cui il minore abbia bisogno di assistenza.

In primo luogo, infatti, devono essere attivati gli strumenti di supporto previsti dalla legge.

Se questi risultano attivati, la famiglia d’origine deve giovarsene, riuscendo così ad assistere il minore.

Può accadere, tuttavia, che, la famiglia non sfrutti tali strumenti a beneficio del minore.

Solo in tale, subordinata, ipotesi, si può ipotizzare l’inserimento del minore in altro contesto familiare.

Avvocato adozione e la gerarchia delle regole previste dalla legge

L’art. 1 della legge sul diritto del minore alla famiglia contempla i principi in materia.

Essi sono elencati in ordine gerarchico, come noto a un avvocato adozione esperto.

L’esordio della disposizione rappresenta il biglietto da visita della legge.

Contempla il più importante degli interessi da tutelare.

Vi si dispone che il minore ha diritto di crescere ed essere educato nell’ambito della propria famiglia.

Si tratta di un diritto fondamentale del minore.

Su tale diritto, si può richiamare Cass. 29 marzo 2011 n. 7115, che ne riconosce il carattere prioritario.

La famiglia d’origine viene considerata l’ambiente più idoneo all’armonico sviluppo psicofisico del minore.

Vengono richiamati, dalla Cassazione, gli interventi diretti a rimuovere situazioni di difficoltà e di disagio.

Avvocato adozione e interventi di sostegno previsti dalla legge

Il secondo comma dell’art. 1 fa riferimento alle eventuali condizioni di indigenza dei genitori.

Si dispone che non possono essere di ostacolo all’esercizio del diritto del minore alla propria famiglia.

A favore della famiglia in difficoltà sono previsti interventi di sostegno e di aiuto.

In particolare, assume centrale importanza il supporto economico.

Frequentemente, infatti, la mancanza di assistenza al minore deriva da difficoltà di ordine finanziario.

Non può, dunque, procedersi all’adozione unicamente a causa di tali difficoltà.

Il minore non è adottabile, se la famiglia indigente gli assicura l’assistenza morale di cui ha bisogno.

Il terzo comma dell’art. 1 indica le linee di attuazione del predetto supporto.

Dispone che lo Stato, le regioni e gli enti locali devono sostenere i nuclei familiari a rischio.

Si prevede che ciò avvenga al fine di prevenire l’abbandono di minori.

Viene espresso, quale scopo, quello di consentire al minore di essere educato nella propria famiglia.

Svariate sono le misure di sostegno prospettabili.

Può trattarsi, in primo luogo, della corresponsione di assegni periodici alle famiglie bisognose.

In alcuni casi, si concedono, alle stesse, abitazioni di edilizia pubblica.

Si possono anche disporre incentivi alle imprese, per l’assunzione di persone che hanno figli minori.

Le finalità della riforma conducono ad attribuire a queste norme una diretta portata precettiva.

Emerge, difatti, sul piano normativo, la necessità di dar effettività agli interventi di sostegno su indicati.

D’altronde, l’affidamento e l’adozione devono avere applicazione assolutamente residuale.

Tali istituti si possono applicare solo in subordine, in caso di fallimento dei suddetti strumenti di sostegno.

Avvocato adozione e tutela dell’identità personale del minore

Viene tutelata, dalla legge, l’identità personale del minore.

Essa deve intendersi quale appartenenza a uno specifico nucleo familiare.

Tale identità va salvaguardata anche in caso di allontanamento del minore dalla famiglia d’origine.

Si può richiamare, al riguardo, l’art. 6, 7° co., l. dir. min. fam.

La norma indica un criterio preferenziale ai fini dell’adozione.

Esso è noto a ogni avvocato adozione.

Consiste nell’avere già adottato un fratello dell’adottando o il fare richiesta di adottare più fratelli.

Si può così mantenere, anche in caso di adozione, un rapporto con il contesto familiare di provenienza.

Avvocato adozione e riforma sulla filiazione

La riforma della filiazione ha rafforzato l’attuazione del diritto del minore alla propria famiglia d’origine.

Sono state poste le basi per l’avvio di un procedimento amministrativo finalizzato a tale attuazione.

In particolare, si tratta di un procedimento per l’erogazione delle misure di sostegno sopra menzionate.

Si intende evitare che, per cause materiali, le famiglie non riescano a mantenere ed educare i minori.

A tal fine, è stato introdotto, nella legge in esame, l’art. 79-bis.

La norma dispone che gli interessati possono manifestare al giudice la richiesta di interventi di sostegno.

Il riferimento è agli interventi che consentano al figlio di crescere ed essere educato nella propria famiglia.

La richiesta interviene nel giudizio sulla sussistenza o meno di assistenza a favore del minore.

A seguito della richiesta, il giudice deve segnalare al comune la situazione di indigenza del richiedente.

E il comune è tenuto ad applicare le citate misure di sostegno, per porvi rimedio.

Avvocato adozione e l’esperienza dello Studio Legale in materia
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Avv. Antonio Mollo – avvocato adozione

Lo Studio Legale ha una consolidata esperienza in materia di adozioni.

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In particolare, l’approfondimento riguarda gli orientamenti giurisprudenziali rilevanti in tema di adozioni.

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