Avvocato società – Posizione dominante e dipendenza economica Situazioni di abuso d'impresa e assistenza di un esperto avvocato società

Avvocato società e norme per la tutela della concorrenza e del mercato

Ogni esperto avvocato società conosce bene la disciplina dettada dalla legge 10 ottobre 1990 n. 287.

L’art. 1 di tale legge ne delimita l’ambito di applicazione.

Si prevede, sostanzialmente, un’attuazione dell’art. 41 della Costituzione.

L’obiettivo di tutela è, per tanto, la salvaguardia del diritto di iniziativa economica.

Secondo la citata disposizione costituzionale, l’iniziativa economica privata è libera.

Essa non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente o alla sicurezza,

Avvocato società e intese restrittive della libertà di concorrenza

L’art. 2 della legge su menzionata si occupa delle intese che limitano la libertà di concorrenza.

Si tratta di una regola ben nota a ogni avvocato società.

Sono considerate intese gli accordi tra imprese.

Devono essere qualificate intese, ai sensi della disciplina in discorso, anche le pratiche concordate tra imprese.

La medesima qualificazione viene attribuita, inoltre, alle deliberazioni di consorzi, associazioni di imprese e altri organismi similari.

Avvocato società e intese vietate

L’articolo appena richiamato vieta una serie di intese tra imprese.

Un esperto avvocato società studia con scrupolo l’evoluzione nell’applicazione di questa norma.

Essa vieta le intese che abbiano per oggetto o per effetto di impedire, restringere o falsare in maniera consistente il gioco della concorrenza.

Deve trattarso di limitazione alla concorrenza all’interno del mercato nazionale o in una sua parte rilevante.

Tale limitazione può emergere anche dall’attività svolta dalle imprese.

Avvocato società e attività vietate

Il menzionato art. 2 della legge qui esaminata elenca, in modo esemplificativo, alcune delle attività da cui può emergere un’intesa vietata.

Si fa innazitutto riferimento alla fissazione, in via diretta o indiretta, di prezzi d’acquisto o di vendita ovvero di altre condizioni contrattuali.

La legge ha voluto, in questo modo, vietare i cartelli, tra imprese, in grado di alterare il libero gioco della concorrenza.

Ogni avvocato società conosce quanto possano incidere, sul mercato, queste tipologie di intese.

Sono poi segnalate, dal medesimo art. 2, le attività consistenti nell’impedire o limitare la produzione, gli sbocchi o gli accessi al mercato, gli investimenti, lo sviluppo tenico.

Ancora, si fa rinvio alle attività che consistono nel ripartire i mercati o le fonti di approvvigionamento.

Avvocato società e attività discriminatorie

La disposizione qui analizzata va oltre, nel riferirsi alle attività in grado di impedire o alterare la concorrenza.

Richiama, in particolare, delle pratiche discriminatorie, ben note a ogni esperto avvocato società.

Si tratta delle attività consistenti nell’applicare, nei rapporti commerciali con altri contraenti, condizioni oggettivamente diverse per prestazioni equivalenti.

Esse devono essere tali da determinare, per gli anzidetti contraenti, ingiustificati svantaggi nella concorrenza.

Si fa altresì riferimento alle pratiche che consistono nel subordinare la conclusione di contratti all’accettazione da parte degli altri contraenti di prestazioni supplementari.

Tali ultime prestazioni, per loro natura o secondo gli usi commerciali, non devono aver alcun rapporto, affinché si applichi il divieto, con l’oggetto dei contratti stessi.

La legge precisa che le intese vietate sono nulle a ogni effetto.

Avvocato società e abuso di posizione dominante

L’art. 3 della legge in esame si occupa dell’abuso di posizione dominante, fattispecie nota a ogni esperto avvocato società.

Viene vietato l’abuso da parte di una o più imprese di una posizione dominante all’interno del mercato nazionale o in una sua parte rilevante.

In mancanza di specifiche indicazioni normative, si ritiene che l’abuso comporti la nullità della clausola con si realizza.

Viene considerata applicabile, in particolare, la nullità parziale, a tutela del soggetto vittima dell’abuso.

Quest’ultimo, infatti, ha interesse al mantenimento del contratto.

La disposizione citata contempla un elenco di attività vietate a ogni impresa che goda di posizione dominante.

Si tratta di una posizione di prevalenza dell’impresa all’interno del mercato in cui opera.

La prevalenza deve essere tale da limitare la libertà di scelta dei contraenti.

In sostanza, devono mancare concrete alternative per il conseguimento delle stesse prestazioni.

D’altronde, la legge in esame intende tutelare l’effettiva libertà negoziale dei soggetti che si relazionano con un’impresa in posizione dominante.

Non deve necessariamente trattarsi di una situazione di monopolio, di diritto o di fatto.

Ovviamente, se la posizione dominante deriva da intesa o da concentrazione illecita, si applica la sanzione prevista per queste fattispecie.

Avvocato società e specifiche attività vietate alle imprese in posizione dominante

Viene considerato abuso della posizione dominante imporre direttamente o indirettamente prezzi di acquisto, di vendita o altre condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose.

Si ha abuso anche se si impedisce o si limitare la produzione, gli sbocchi o gli accessi al mercato, lo sviluppo tecnico o il progresso tecnologico, a danno dei consumatori.

avvocato società
Avvocato società

Vengono inoltre indicate determinate attività abusive discriminatorie, a cui spesso rivolge il proprio studio un avvocato società esperto.

Si fa riferimento all’applicazione, nei rapporti commerciali con altri contraenti, di condizioni oggettivamente diverse per prestazioni equivalenti.

Queste condizioni devono essere in grado di determinare per, tali contraenti, ingiustificati svantaggi nella concorrenza.

La norma si riferisce altresì all’abuso consistente nel subordinare la conclusione dei contratti all’accettazione da parte degli altri contraenti di prestazioni supplementari.

Deve trattarsi di prestazioni supplementari che, per loro natura e secondo gli usi commerciali, non abbiano alcuna connessione con l’oggetto dei contratti stessi.

L’abuso consiste in un uso, di un determinato potere, contrario ai principi previsti dalla legge.

Si tratta di un abuso del potere negoziale correlato all’autonomia privata, a cui si riferisce l’art. 41 Cost.

Ai fini della legge in seame, si ha abuso in caso di atto non coerente con i principi di un libero mercato.

Ogni impresa può sempre ottimizzare la propria posizione favorevole, come ben sa ogni avvocato società.

Tuttavia, deve farlo senza massimizzare sempre e comunque il profitto in danno dei contraenti.

Avvocato società e abuso di dipendenza economica

Come si è visto, l’abuso di posizione dominante è stato inserito nella legge a tutela della concorrenza e del mercato.

L’abuso di dipendenza economica, invece, è stato contemplato all’interno della disciplina della subfornitura.

Si fa riferimento, precisamente, alla legge 18 giugno 1998 n. 192.

L’art. 1 fornisce la definizione di subofornitura, come noto a ogni avvocato società.

Avvocato società e subfornitura

La legge prevede che con il contratto di subfornitura un imprenditore si impegna a effettuare per conto di una impresa committente alcune attività.

Viene fatto riferimento a lavorazioni su prodotti semilavorati o su materie prime forniti dalla committente medesima.

Si ha subofornitura anche quando l’imprenditore si impegna a fornire all’impresa committente prodotti o servizi.

Tali prodotti o servizi devono risultare destinati a essere incorporati o comunque utilizzati nell’ambito dell’attività economica della committente.

Possono anche essere finalizzati alla produzione di un bene complesso, in conformità a progetti esecutivi, conoscenze tecniche o modelli forniti dall’impresa committente.

L’esigenza di tutelare l’affidamento nella subfornitura ha condotto alla previsione di una peculiare nullità.

Si stabilisce che è nullo il patto che attribuisca la facoltà di recesso senza congruo preavviso.

Tale nullità riguarda ovviamente il contratto di subfornitura ad esecuzione continuata o periodica.

Come noto a ogni avvocato società, essa si rivolge a entrambe le parti.

Avvocato società e valutazione della dipendenza economica

La legge sulla subfornitura vieta l’abuso, da parte di un’impresa, dello stato dipendenza economica nel quale si trovi, nei suoi confronti, un’altra impresa.

Viene normativamente individuata la situazione di dipendenza economica in discorso.

È quella in cui un impresa sia in grado di determinare, nei rapporti commerciali con un’altra, un eccessivo squilibrio di diritti e di obblighi.

Questa formula apre le porte a una casistica ampia, come noto a un esperto avvocato società.

La legge detta qualche criterio per la valutazione della dipendenza economica.

Si deve tener conto anche della reale possibilità per la parte che la subisce di reperire sul mercato alternative soddisfacenti.

Avvocato società e dipendenza economica da una piattaforma digitale

Viene prevista una presuzione di dipendenza economica, salvo prova contraria.

Riguarda il caso in cui un’impresa utilizzi i servizi di intermediazione di una piattaforma digitale.

Quest’ultima deve avere un ruolo determinante per raggiungere utenti finali o fornitori, anche in termini di effetti di rete o di disponibilità dei dati.

Tale fattispecie è ormai spesso invocata da chi opera come avvocato società.

Le pratiche abusive delle piattaforme digitali possono consistere anche nel fornire informazioni o dati insufficienti in merito all’ambito o alla qualità del servizio erogato.

Possono, altresì, consistere nel richiedere indebite prestazioni unilaterali non giustificate dalla natura o dal contenuto dell’attività svolta.

Ancora, possono emergere dall’adozione di pratiche che inibiscono od ostacolano l’utilizzo di diverso fornitore per il medesimo servizio.

Tale ostacolo può realizzarsi anche attraverso l’applicazione di condizioni unilaterali o costi aggiuntivi non previsti dagli accordi contrattuali o dalle licenze.

Avvocato società e fattispecie di abuso di dipendenza economica previste dalla legge

La legge qui esaminata precisa in cosa può consistere l’abuso di dipendenza economica.

Può trattarsi, innanzitutto, del rifiuto di vendere o di comprare.

Inoltre, può consistere nella imposizione di condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose o discriminatorie.

Ancora, può rivelarsi attraverso l’interruzione arbitraria delle relazioni commerciali in atto.

Si ritiene che il divieto operi in ogni caso di posizione dominante di una impresa su un’altra.

Non è quindi necessario che tra le parti intercorra un rapporto di subfornitura.

Per altro, quando vi è una subfornitura, l’impresa in situazione di dipendenza economica può essere sia la fornitrice che la cliente.

Avvocato società e sanzione per contrastare l’abuso di dipendenza economica

La legge dispone che il patto attraverso il quale si realizzi l’abuso di dipendenza economica è nullo.

Si ritiene che la nullità in discorso debba essere parziale, per analogia con quanto previsto a tutela del consumatore.

Diverso è l’abuso realizzato attraverso il rifiuto di vendere o comprare, oppure con l’interruzione delle relazioni commerciali.

Non sussistendo alcun contratto da sanzionare con la nullità, in tale ipotesi, può farsi valere una responsabilità dell’impresa che abusa.

Il soggetto che ha subito l’abuso può, cioè, richiedere il risarcimento dei danni che ne sono conseguiti.

Come noto a ogni avvocato società, non può prospettarsi l’obbligo di vendere o comprare, né quello di continuare a contrattare.

Si limiterebbe, altrimenti, oltre misura, la libertà negoziale.

Non si applica, dunque, l’art. 2932 cod. civ.

Le azioni in materia di abuso di dipendenza economica si fanno valere innanzi al giudice ordinario.

Innanzi a tale giudice si fanno valere anche le azioni inibitorie e per il risarcimento dei danni.

Precisamente, le azioni civili sono proposte dinanzi alle sezioni specializzate in materia di impresa.

Si tratta delle sezioni specializzate previste dall’art. 1 d.lgs. 27 giugno 2003 n. 168.

Come noto a ogni avvocato società, si prospetta anche l’intervento dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato.

Essa può intervenire qualora ravvisi che un abuso di dipendenza economica abbia rilevanza per la tutela della concorrenza e del mercato.

Un determinato abuso può anche essere segnalato da terzi all’Autorità.

Quest’ultima deve, in primo luogo, attivare i propri poteri di indagine e provvedere all’istruttoria.

Successivamente, può procedere alle diffide e alle sanzioni ex art. 15 l. n. 287 del 1990, nei confronti dell’impresa o delle imprese che abbiano commesso l’abuso.

Avvocato società e abuso attuato mediante il ritardo nei pagamenti.

La legge ha previsto una speciale ipotesi di abuso, che si configura a prescindere dall’accertamento della dipendenza economica.

Esso si realizza in caso di violazione diffusa e reiterata della disciplina del d.lgs. 9 ottobre 2002 n. 231.

Si tratta della disciplina di contrasto contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, ben nota a ogni avvocato società.

Deve configurarsi l’abuso vietato se il ritardo nei pagamenti è posto in essere ai danni delle imprese.

In particolare, si ha abuso, quando tale ritardo si attua ai danni di imprese piccole e medie.

Avvocato società e tradizionale esperienza dello Studio Legale

Lo Studio Legale si occupa tradizionalmente di tutela delle imprese e di assistenza nella contrattazione e nella realizzazione di intese imprenditoriali.

Gli Avvocati dello Studio Legale sono costantemente aggiornati sulle applicazioni giurisprudenziali in materia di società e di contrattazione d’impresa.

Per assistenza, giudiziale o stragiudiziale, da parte dello Studio Legale, in materia di società e di contrattazione d’impresa, si possono utilizzare i recapiti presenti nella Pagina Contatti.

Si può anche scrivere, direttamente, a studio@professionistilegali.it

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